Questo parco è la vittima ultima di un baratto. Sacrificato dalla politica, dai compromessi, dal denaro, dai preventivi mai rispettati, dai favori fra i potenti. Cementificare un parco e alterare in modo significativo l'aspetto di una parte della città, dovrebbe essere una questione condivisa e discussa con i cittadini invece qui, come malcostume insegna, solo una voce da bar ha fatto saltare all'occhio dell'opinione pubblica il fatto. Contrariamente i cittadini se ne sarebbero accorti solo quando le ruspe avrebbero occupato il parco.
Riccione ha tre piscine; non stiamo parlando di tre vaschette, ma di due piscine olimpiche.Una volta c’era solo una piccola piscina dove molti di noi hanno imparato a nuotare. Col tempo ne hanno tirate su altre promettendo a chi costruì il complesso tante aree su cui edificare nuove case. Fra queste aree c’era e c’è ancora la vecchia piscina. Come tutte le cose, i costi lievitarono i tempi si dilatarono. Un giorno il candidato sindaco si presentò e si face promotore dell’idea di non voler abbattere più la vecchia piscina; serve un'altra piscina per i mondiali master di nuovo del 2012. Grandioso avremmo tre piscine, (o forse quattro chissà). Fu eletto. Credo nessuno si sarebbe aspettato la sorpresa che avrebbe avuto la città: barattare le aree della vecchia piscina con il parco.

Ecco una foto dal satellite dell'area delle piscine. A) la prima piscina olimpica; B) la seconda piscina olimpica, C) la piscina dei tuffi, D) la vecchia piscina che doveva essere sostituita dalle nuove; E) il luogo del primo baratto. Il parcheggio della piscina sostituito da un casermone rimasto fermo per anni in quanto il costruttore ha preteso di poter edificare un piano in più; ovviamente gli è stato concesso.